I Guardiani del mio Castello
Tutti sognano e non solo di notte.
I nostri sogni diurni sono spesso irrealizzabili.
Infatti, riuscire in qualche impresa che, a prima vista, sembra impossibile è un sogno.
Con una vita di sacrifici ed impegnando tutte le mie limitate possibilità economiche (con l'aiuto di mia madre), sono riuscita a realizzare un mio sogno: una casa in campagna con un po' di terra intorno.
Dopo dieci anni di duro lavoro ho trasformato un rustico agricolo, un po' isolato sulle colline bolognesi e al confine con quelle modenesi, in una accogliente dimora con quattro ettari di seminativo, vigna e bosco.
- Il mio castello -
Poiché non mi accontento molto facilmente, pensai che, per il mio castello dovevo possedere un cane adatto - speciale -.
Curiosando in un'enciclopedia di cani, lessi della razza dei Broholmer, molossi di origine danese.
Rimasi impressionata dall'imponenza dell'aspetto e dalle caratteristiche di questi animali che venivano anticamente incaricati della protezione e custodia dei veri castelli.
Seppi presto che in Italia non c'erano Broholmer e che, per poterli incontrare, sarei dovuta andare proprio in Danimarca.
Grazie alle doti di poliglotta del mio compagno, intraprendemmo un dialogo, via internet, con la Società danese dei Broholmer (Broholmerselskabet - The Broholmer Society).
Scoprimmo così che questi cani, di corporatura molto robusta, erano i cani preferiti della famiglia reale danese, che amava regalare dei cuccioli agli amici nobili in tutta Europa e che ne fece addirittura imbalsamare uno che è esposto al museo di Copenhagen. Anticamente le femmine venivano anche usate, nello zoo di Copenhagen, come sostitute materne di altri animali, grossi felini quali leoni, tigri ecc...
Il Broholmerselskabet ci informò che ogni anno ad agosto al Castello di Broholm si svolge il raduno per eccellenza. Il Castello di Broholm si trova nell’isola di Funen, ed è stata l’antica residenza di Niels Frederick Bernhard Sehested (1813 - 1882), nobiluomo danese, che protesse i cani dall’estinzione. La razza in suo onore gli fu intitolata.
Dopo aver vagliato tutti i dettagli con il mio compagno, che si era anche lui innamorato della mia idea di un cane particolare, presi i necessari contatti, partimmo per la Danimarca.
Il luogo è meraviglioso e sorprendente e il castello è miracolosamente intatto.
Ero trepidante, dopo mesi di ricerche ero arrivata, avrei potuto incontrare un Broholmer e, quando accadde... fu emozionante, mi mancò il respiro.
Sul lato destro del castello stavano tutte le femmine con i cuccioli che giocavano rumorosamente, mentre sul lato sinistro stavano tutti i maschi; composti e tranquilli.
Era incredibile vederne tanti tutti insieme.
Capimmo subito che questi erano i cani che stavamo cercando. Grandi, forti, indipendenti ma anche così amichevoli. Ci iscrivemmo all'Associazione ma passò qualche tempo prima che potessimo comprare il nostro primo Broholmer: a causa della ricostruzione della razza i danesi non amano esportare i loro cani.
In ottobre 2004 andammo ad Haderslev per portare a casa il nostro maschio "Fengur" (nome della mitologia vichinga - tempo in cui risalgono le prime tracce di questi grossi cani): una piccola "palla" color miele con occhi languidi.
L'allevatrice che ci ricevette fu molto gentile: la sua femmina aveva avuto 9 cuccioli e Fengur era il primo ad andarsene. Lo portammo in aereo con noi, non ci furono problemi se non la mia ansia di arrivare sani e salvi. 
La nuova sistemazione fu molto gradita a Fengur che si adattò subito ai luoghi, alle persone agli altri animali domestici.
Io e Fengur abbiamo un forte legame; lui è molto sensibile e mi è estremamente affezionato, ma il suo debole è il mio nipotino Matteo, con il quale è praticamente cresciuto.
Dopo tre anni abbiamo riportato Fengur al Castello di Broholm per sottoporlo ai controlli rigorosi imposti dal Broholmerselskabet.
Avevamo fatto in Italia i raggi delle anche e gomiti che valutati da loro erano rientrati nei parametri consentiti, quindi il primo esame andò bene; il test mentale risultò a loro dire straordinario e quando arrivammo alle caratteristiche esteriori, vidi il mio compagno, che ascoltando il giudice (che parlava in inglese), si lasciò sfuggire una lacrima. Preoccupata gli dissi che non importava se Fengur non avesse avuto un buon giudizio – lui era comunque il nostro meraviglioso cane –. Trattenendo le lacrime il mio compagno mi spiegò che lo avevano dichiarato “eccellente”.
Il mio lavoro, la percorrenza per raggiungerlo mi costringono a lunghe assenze nei giorni lavorativi, lo stesso per il mio compagno, spesso all'estero. Per non lasciare troppo solo il nostro Fengur abbiamo pensato di dargli una compagna e così tre anni dopo è arrivata Dana ( che significa "di origine danese"): una bellissima femmina che a soli 4 mesi alla sua esposizione al Castello di Broholm è arrivata 5° assoluta con un giudizio più che incoraggiante "promessa per la razza - very good".
Dana è affettuosissima direi "appiccicosa" di un'incontenibile allegria e appetito. Imita in tutto il suo "idolo, Fengur", non lo abbandona mai e se lui abbaia per affermare il suo dominio lei lo rimprovera come fosse una mamma.
Fengur e Dana sono felici, dividono il loro tempo in nostra assenza.
Sono cani possenti, con un carattere forte ma allo stesso tempo docili, sono giganti "buoni" ma attenti a tutto quanto accade all'interno ed all'esterno del podere con un abbaiare sonoro, convincente e mai vano.
Dopo anni di attese ora il "mio castello" ha i suoi "guardiani" che mi danno tanta gioia e sicurezza.
Vanda







